Il segreto per creare nuove abitudini che rimangano è racchiuso nelle tre ‘R’

Hai delle cattive abitudini? Benvenuto nel club. È facilissimo spegnere la sveglia nonostante ti sia ripromesso di alzarti presto, o mangiare della cioccolata quando sei stressato, oppure utilizzare Netflix per guardare un episodio dopo l’altro di una serie, perdendo tempo. Ciò che non è così semplice è cambiare queste abitudini indesiderate per migliorarti. Innanzitutto, la chiave per eliminare l’assalto notturno al frigorifero è la stessa che ti permette di fermarti al momento del ‘saccheggio’ di cibo.

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La routine 

La routine rappresenta un buon 40% della nostra vita. Quindi devi assicurarti che le abitudini che hai siano buone. L’anatomia di ogni abitudine è composta da tre parti. Questa struttura viene descritta dall’autore e sostenitore di idee, come lui stesso si dichiara, James Clear, ed è formata da tre ‘R’: Ricordarsi, Routine e Ricompensa.

Lo psicologo uscito da Stanford, nonché inventore del metodo Fogg per inserirsi nella produttività, descrive il ricordarsi (promemoria) come l’attivatore delle nostre azioni, mentre il giornalista e autore Charles Duhigg lo chiama punto di partenza. Chiamalo come vuoi, se hai delle buone o cattive abitudini, entrambe queste categorie hanno alla base questa tripla struttura formata da ‘R’.  Il libro più venduto di Duhigg, “Il potere dell’abitudine: perché facciamo quel che facciamo nella vita e nel lavoro” mira a queste fasi come fossero un loop, che è rappresentato dall’abitudine. Pensa a questo circuito attraverso un semplice esempio: senti il telefono suonare (ricordarsi/promemoria), rispondi alla chiamata (routine) e parli con la persona all’altro capo della linea (ricompensa).

Giorno dopo giorno la tua vita prende certe direzioni dettate dall’abitudine e non te ne accorgi neppure. Quanto sarebbe conveniente renderti conto in tempo delle tue cattive abitudini per correggerle e sostituirle con delle altre buone, permettendoti di arrivare dove vuoi tramite questa struttura? Be’, sicuramente tanto.

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Cambiamenti

Secondo Duhigg, la soluzione per cambiare le cattive abitudini che abbiamo è quello di sostituire la ‘R’ che sta nel mezzo, quella di routine. Per esempio, se stai cercando di smettere di fumare sperando di riuscire a scrollarti di dosso la voglia (ricordarsi/promemoria) di un’ultima sigaretta dopo la pausa pranzo, ti auguro buona fortuna. Invece, rispondi a quel promemoria con un modo di comportarti differente. Se solitamente pranzi alla tua scrivania, prova a mangiare in cucina o in un bar per stabilire un nuovo promemoria (ricordo) che non abbia niente a che vedere con la tua routine da fumatore. Duhigg insiste col dire che credere nel cambiamento è vitale e riorientare il promemoria è fondamentale per raggiungere il cambiamento.

Per avviare nuovi progetti, e in questo caso, buone abitudini, Clear raccomanda di introdurre quelle nuove nella vita di tutti i giorni. Per rendere il tutto più facile, le nuove abitudini devono essere associate a qualcosa di familiare, che faciliti il nostro ricordo. In questo modo esse non dipenderanno dal nostro vecchio cervello, fallace nel ricordarci il nostro nuovo obiettivo; la nostra mente è nota per essere poco affidabile, ma le abitudini rappresentano quasi un pilota automatico nei nuclei di base del nostro intelletto. Un promemoria dettato dall’abitudine innesca un effetto domino nella nostra testa, senza alcuna necessità di pensare o ricordarsi di niente. Ciò significa dunque che mentre le vecchie abitudini sono dure a morire, quelle buone sono in grado di durare per sempre!

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